L'ulimo viaggio di Cunegonda in Irak (2005)

REGIA

Andrea Liberovici

INTERPRETI

Clarice Plasteig dit Cassou, attrice

PRODUZIONE

ARCHIPEL Musiques d'aujourd'hui

NOTA DI REGIA

Il Candido di Voltaire è stato sicuramente un testo, per l'uso straordinario dell'ironia, considerato a suo tempo paradossale. Rileggerlo ora, con la costante d'informazioni che ci arrivano dal mondo seppur manipolate dai media, purtroppo non appare più paradossale ma sembra cronaca fedele, anzi a volte addirittura troppo "candida" del reale.
Rileggendolo sono stato colpito dal monologo di Cunegonda e dalle violenze da lei subite. Immediatamente l'ho associata ad una delle tante vittime della violenza e della mancanza del rispetto dei diritti umani fondamentali nei territori di guerra come l'Irak.
Ho immaginato cosi, che questa giovane donna venisse paracadutata attraverso il tempo dal settecento francese a Bagdad. Con questo slittamento temporale le sue parole diventano cronaca tremendamente fedele di questo periodo storico.
Musicalmente sto lavorando su due suggestioni precise. Ho recentemente visto un documentario sui marines in Irak. Sotto ai loro caschi di guerra, quando devono fare un'incursione o un attacco, questi giovani ragazzi per trovare l'energia ed il coraggio d'uccidere tengono a tutto volume della musica rock.
Credo che l'origine tribale di questa musica enfatizzato dal senso ipnotico dei moderni loop ritmici possa, come le famose droghe usate in Vietnam, creare quello stato di semi ipnosi che può spingere, se supportato da una cultura di morte, all'omicidio.
Sto cosi elaborando una partitura di frammenti ritmici uniti ad un'altra suggestione: le voci. La voce di Cunegonda nel suo raccontare (dal vivo ma anche su supporto in una sorta di monologo interiore fra memoria e presente) la sua storia e le voci del potere, le voci che impartiscono gli ordini, le voci di questa imbecille ed ottusa cultura egotica di ipnosi e di morte in cui viviamo.
copyright © 2004